
Roma, 25 mag. - Sì all'appello del capo dello Stato ad affrontare le misure in arrivo "con senso di responsabilità", no ad una manovra che "prevede un taglio lineare del 10% delle missioni di spesa dei ministeri interessati alla sicurezza, che si aggiunge a quello del 20% della manovra del 2008, i cui effetti negativi sono ancora in atto". Il "cartello" dei maggiori sindacati di polizia (Siulp, Sap, Siap, Silp/Cgil, Ugl, Coisp), polizia penitenziaria (Sappe-Cgil Fp-Cisl, Fns-Uil, Osapp-Cnpp-Sinappe-Ugl) e Corpo forestale (Sapaf-Cgil, Fp-Cisl e Fp-Uil-Ugl-Fesifo) riassumono così la loro posizione dopo l'incontro a palazzo Chigi tra governo e parti sociali. Tutto questo - fanno notare - "non consente una seria lotta agli sprechi ma determinerà una minore capacità operativa delle amministrazioni del comparto, e, quindi, un minore livello di sicurezza per i cittadini, nonostante il massimo impegno degli operatori. Mentre più efficace sarebbe un intervento di tipo selettivo, mirato a limitare gli sprechi e incentivare l'operatività". Sul versante dei trattamenti economici del personale "è evidente l'iniquità di una manovra che annulla la specificità degli operatori del comparto sicurezza, e riconosce per il biennio economico 2008/2009 soltanto gli incrementi pari all'inflazione programmata, a conferma, evidentemente, di una concezione astratta del governo che sta alla base della norma sulla specificità approvata negli ultimi mesi, che rischia, dunque, di essere solo una scatola vuota. E iniqua e inaccettabile è la sottrazione di gran parte delle risorse accantonate per il riordino delle carriere, da anni promesso agli operatori del comparto e mai attuato, un riordino delle professionalità al quale il governo dovrebbe guardare con interesse perchè costituisce riconoscimento della specificità delle funzioni, ma anche strumento di razionalizzazione dell'impiego del personale". (AGI)